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Valguarnera da leggere

Antologia di scritti su Valguarnera a cura di Enzo Barnabà

CHE SIA MALEDETTO QUESTO PROGRESSO!

Posted on 2 Ago 2017 in Bonaventura Sonia

1.
Bianchi gabbiani,
verdi stelle del mare,
desiderosi del volo salvifico,
ingenui, abbracciate
il vostro pianto.
Voi, figli della rossa terra,
festosi del porto lontano,
lacrimanti sorridete ai vostri cari.
Voi, luce della vita.

2.
Nude appaiono le strade
quando un fiore cade.
Spazzato dal vento,
delicato , si posa sul roseo
palmo di un bambino.
E lo custodisce,
lo difende morbosamente
sicché possa sbocciare ancora.

3.
A te donna solitaria e muta,
che stanca cammini sulla terra ormai arida.
Speranzosa di un dì di festa,
affacci la tua bellezza
all’azzurro mare, che ancora
il viso ti bagna,
illuminato dal sole focoso.
Rialzati mia bella signora,
corri come un tempo facevi,
gioiosa tra i verdi campi.
Corri per noi, gioiello prezioso
del tuo scrigno,
ove conservi anni d’oro.
Canta in coro l’inno che te onora,
indossa l’abito a te donato,
sfila altezzosa tra le tue sorelle
e sii oggetto di giovani muse.

4.

L’altalena sull’albero è vuota,
i bambini seggono in casa;
nei negozi la gente sta in coda,
il nonno il buon vino travasa.

Le corone di primule e viole
portan fiori appassiti e acerbi;
hanno perso i colori le aiuole
e i palchi i vecchi cervi.

La vecchietta al balcone saluta,
la ragazza veloce cammina;
la cicala sull’albero è muta,
freddo il ferro nella vecchia fucina.

“Ai miei tempi” gridano i vecchi,
piange le foglie l’antico cipresso;
una voce tra loro si erge
“che sia maledetto questo progresso!”

5.
Tardo il tempo
e nera la candela;
attorno tutto brucia
e il pianto di un bambino scema.
La corsa, invano, tende
ad allentare il passo
e l’opaca pupilla cerca il suo colore.
Veloci le immagini riaffiorano
dal tempo che fu
E il bianco
colora nuovamente il nero.
Nel buio, in silenzio,
sta il rumore del rimpianto
ché tutto ormai è compiuto.

NOTE ESPLICATIVE
1.
La poesia si riferisce ai migranti; questi vengono paragonati ai gabbiani in quanto uccelli padroni del mare. Il colore bianco richiama la volontà comune della massa che tende a vedere un uomo “uguale” solo attraverso tale colore, pur non essendo corretto. Di seguito, il colore verde è simbolo della speranza, protagonista del loro viaggio e con essa illuminano il mare. Il quinto verso si riferisce all’Europa e tutto il mondo occidentale in quanto causa del loro malessere. Il colore Rosso è associato al sangue che irriga quella terra in guerra. L’ossimoro nell’ottavo verso esprime la contrapposizione tra la gioia di un futuro migliore e il dolore per l’abbandono dei propri cari. I migranti sono coloro che vivono a pieno la vita poiché pronti a perdere il loro tutto, che è niente.
2.
La poesia si riferisce all’inverno della vita, cioè l’arrivo della morte. Il contrasto col colore chiaro presente sul palmo del bambino enfatizza la purezza di quest’ultimo. Il bambino tenta di riavere il suo fiore e ne custodirà perpetuamente la sua bellezza nel cuore.
3.
La poesia è un inno all’Italia. La sua terra è arida in quanto incapace ormai di produrre frutti. Il gioiello prezioso simboleggia le nuove generazioni, le quali costituiscono il futuro della Nazione. L’abito è simbolo della bandiera tricolore. Nel sedicesimo verso si fa riferimento agli Stati Europei confinanti.
4.
La poesia è impostata sulla continua contrapposizione tra i vecchi tempi e i nuovi, ormai marci a causa del progresso. Nella prima strofa ci si riferisce ai bambini che , a causa della tecnologia, non giocano più per strada e , di seguito, vi è il contrasto tra le moderne abitudini e le vecchie abitudini contadine. Nella seconda strofa vi è un riferimento all’inquinamento ambientale. I cervi diventano il simbolo dell’uomo moderno privato della sua forza, e le cui mani sono state troncate dalle macchine. Nella terza strofa, al quarto verso, ci si riferisce al lavoro dei vecchi fabbri ormai sostituito dalle industrie.
5.
La poesia si riferisce al continuo trascorrere del tempo. La candela quando si consuma rilascia il nero della cera e, metaforicamente, simboleggia l’annientarsi della vita passata. Gli occhi degli anziani sono opachi e chiari a causa della cataratta. Il decimo verso indica l’annullamento del tutto dalla morte e, secondo la concezione Cristiana, dopo la morte, vi è una nuova vita; quindi il bianco è simbolo di una nuova scrittura futura. Infine la poesia si conclude con una frase biblica.