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Vincenzo il fontaniere: PUPA

Tesserino Pupa

Chi era Pupa? Pupa era un cane, anzi una cagnolina che passava tutto il giorno, dalle 7 di mattina fino alle 13, con Vincenzo il fontaniere. Sì, proprio così perché a ora di pranzo rientrava a casa dai suoi padroni. E’ stato sicuramente un caso raro.

Pupa lasciava la casa dei suoi padroni alle 7 e se ne andava davanti la porta di casa del fontaniere che a quell’ora andava a lavorare. In realtà, se ritardava per qualche motivo, Pupa andava direttamente all’officina degli Idraulici Comunali. Quando si incontravano si salutavano affettuosamente come fanno due persone che si vogliono bene. Da quel momento in poi, ovunque andava Vincenzo andava Pupa. Il fontaniere si spostava a bordo di una Vespa 50 dove aveva agganciato, al manubrio,un porta spesa che era diventato il posto di Pupa. Il fontaniere comunale, per esigenze di lavoro, era costretto a girare per il paese e più volte al giorno doveva recarsi nel Palazzo comunale in giro per gli uffici. Pupa, conosciuta da tutti i dipendenti comunali, sapeva come comportarsi nella sede istituzionale: non abbaiava, non faceva i suoi bisogni e aspettava il suo amico dietro le porte degli uffici.

Per anni tutto filò liscio, fino a quando arrivò un nuovo segretario comunale. Si sa, “scopa nuova cerca sempre di cambiare qualcosa”. Appena arrivato, il neo segretario incontra il fontaniere e Pupa per le scale: “Di chi è questo cane ?” Vincenzo: “E’ un mio amico, non sono io il padrone. Il Segretario: “Ma lei va a lavorare con gli amici ?”. Vincenzo: “Lei mi aiuta e lavora gratis per il Comune”. Il Segretario guardandolo dall’alto in basso: “Poca confidenza”. E si girò dall’altro lato. Nel giro di pochi giorni incominciarono a cambiare tante cose nel Comune di Valguarnera. La porta d’ingresso doveva stare chiusa. Solo nelle ore di ricevimento per il pubblico era consentito l’ingresso ai cittadini: un usciere era piazzato dietro la porta d’ingresso, dentro una specie di cabina telefonica, e con un pulsante apriva la porta ai cittadini.

Altra nuova disposizione: “Tutti i dipendenti comunali dovevano portare, attaccato, un cartellino con la foto e con nome, cognome e la qualifica”. Tutte queste novità, tra l’altro giuste, misero in movimento il lato scherzoso del fontaniere che subito ne pensò una delle sue. Visto che lui entrava e usciva dal Comune a tutte le ore e che solo i dipendenti comunali potevano farlo, come faceva Pupa ad entrare? Portò Pupa dal fotografo e gli fece fare una foto. Fece un cartellino simile a quello dei dipendenti comunali vi incollò la foto e vi scrisse nome e qualifica. “PUPA-IDRAULICA”. Così l’usciere di servizio, anche lui affezionato a Pupa, diceva: “Visto che siete dipendenti comunali potete entrare, a me il Segretario non può dire niente”. La solita spia riferì la cosa al Segretario, ma lui da persona intelligente rivolto al suo informatore disse: “Lei mi deve riferire quello che fanno gli impiegati, non quello che fanno i cani. Così Pupa continuò a lavorare per il comune senza percepire uno stipendio e a girare liberamente per gli uffici comunali. Ma fu successivamente che le cose si complicarono. Il Sindaco in carica si dimise e si aprì la campagna elettorale. I candidati erano 3: Accascina,Scribano e Lanza.

Il fontaniere, amico di Scribano non poteva far finta di niente, doveva impegnarsi a suo favore con un sistema tutto originale, anche perché, nella qualità di dipendente comunale, era meglio non esporsi. Intanto i candidati fecero affiggere i manifesti con le loro foto. Vincenzo se li procurò e li mise sul banco di lavoro di casa sua. Faceva salire Pupa,che era una piccola cagnetta, sul banco e incominciò ad istruirla. “Per chi voti ?”. Metteva qualcosa da mangiare sulla foto del candidato Scribano e Pupa immediatamente saltava proprio su quella foto per recuperare il bocconcino. Per giorni e giorni ripete’ la stessa cosa, fino a quando Pupa, alla domanda “per chi voti ?” si avventava sulla foto di Scribano. Fu così che si aprì la campagna elettorale. Il fontaniere, tutti i giorni si recava nei posti dove c’erano i manifesti e faceva un piccolo spettacolo assieme a Pupa. La gente si divertiva a vedere la cagnetta che indicava loro per chi avrebbe votato. La cosa importante era quella di far girare la storiella e l’unico nome che si faceva era quello di Scribano. Molto presto tante persone, per divertimento, parlavano di Pupa che faceva la campagna elettorale a Scribano. Si racconta,certamente per scherzare,che uno degli altri due candidati disse ai suoi amici: “Ma non si può fare niente per far ritirare il cane ?”.

Così qualcuno sentì il dovere di richiamare il fontaniere il quale rispose: “U can po vutar p cu vol, e nan s vinn”. Il caso volle che fu proprio Ciccio Scribano ad essere eletto Sindaco. I perdenti dicevano che a fregarli era stata una cagnolina.

La storia di Pupa, pero’ non finisce qui. Purtroppo i suoi padroni decisero di trasferirsi a Bologna per motivi di lavoro e si portarono dietro anche la cagnolina. Lei, a Bologna, era molto triste per l’assenza del suo amico Vincenzo e lui era molto triste a Valguarnera per l’assenza di Pupa. Alle 7 del mattino non trovava più nessuno ad aspettarlo.

Pupa, a Bologna non trovava la strada per incontrare l’amico con il quale passava tutta la mattinata. Dopo pochi giorni, Vincenzo telefono’ a Bologna alla padrona di Pupa: “Sono Vincenzo, per cortesia mi passa Pupa ?”. E la Signora: “Stavo per chiamarla, Pupa sente molto la sua mancanza. Pupa vieni,c’è Vincenzo al telefono”. La Signora avvicinò la cornetta del telefono all’orecchio della cagnetta, mentre Vincenzo gridava: “Pupa,amore mio, iu sugn,Vcjnz”. Pupa rispose abbaiando: aveva riconosciuto la voce del suo amico. Il fontaniere con un nodo in gola non poteva più parlare, sentì una lacrima che gli bagnava il viso. La signora dall’altro capo del telefono si commosse e disse: “Signor Giambra, da questo momento può chiamare quando vuole. Le telefonate continuarono per molto tempo,ma una sera la signora, rispondendo al telefono disse: “Purtroppo le devo dare una brutta notizia, Pupa non può venire al telefono,è stata investita da un’auto e non c’è stato niente da fare.

Da quel giorno sono passati molti anni. Vincenzo continua a parlare di Pupa e a raccontare tutte le avventure vissute insieme a lei, e ogni volta è una grande emozione. Quando si parla di Pupa non si scherza. Il Fontaniere nel portafoglio, oltre ai soldi, tiene le foto dei figli e di Pupa. Sì di Pupa, con il cartellino al collo con la foto e la qualifica “IDRAULICA”: